Dal 28 giugno 2025 siti web, app e servizi digitali rivolti ai consumatori devono essere accessibili alle persone con disabilità. Ti accompagniamo dall'audit alla dichiarazione di conformità, con interventi concreti su codice, contenuti e design.
Verifica se sei obbligato Come lavoriamoL'European Accessibility Act (EAA) impone che prodotti e servizi digitali siano accessibili alle persone con disabilità. In Italia, dal 28 giugno 2025, l'obbligo — prima solo della PA — si estende ai soggetti privati che offrono servizi ai consumatori: e-commerce, banking, e-book, biglietteria, servizi al pubblico online. Sono esonerate le microimprese di servizi (meno di 10 addetti e meno di 2 milioni di euro). Lo standard di riferimento è WCAG 2.2 livello AA, con la norma tecnica EN 301 549. Le Linee Guida AgID (Determinazione n. 38 del 4 marzo 2026) definiscono l'informativa sullo stato di conformità e la piattaforma per le segnalazioni è attiva dall'11 marzo 2026. Le sanzioni arrivano fino al 5% del fatturato. Con Mediaera parti da un audit e da una prima autovalutazione: il check è gratuito.
Accessibilità significa che chiunque — comprese le persone con disabilità visive, uditive, motorie o cognitive — possa percepire, utilizzare e comprendere un sito o un'app. Non è solo un obbligo: è un pubblico più ampio, una migliore usabilità per tutti e un vantaggio SEO. Circa una persona su cinque convive con una qualche forma di disabilità.
L'EAA rende l'accessibilità un requisito di mercato: i servizi non accessibili possono essere sanzionati e, di fatto, esclusi. Le Linee Guida AgID del 2026 chiariscono cosa fare, come documentarlo e come gestire le segnalazioni. Coordiniamo l'accessibilità con il design e lo sviluppo del sito, per non rifare il lavoro due volte.
L'obbligo riguarda i soggetti privati che offrono prodotti o servizi digitali ai consumatori. Un sito puramente informativo può non rientrare in senso stretto, ma l'adeguamento resta consigliato.
Le imprese, sopra la soglia di microimpresa, che offrono servizi digitali ai consumatori: e-commerce, servizi bancari, trasporti, e-book, comunicazioni elettroniche, servizi al pubblico online.
Le microimprese di servizi: meno di 10 addetti e meno di 2 milioni di euro di fatturato. Anche in esonero, l'adeguamento è consigliato per inclusione e reputazione.
I quattro principi WCAG (POUR) si traducono in interventi precisi su codice e contenuti.
| Principio | Cosa significa | Esempi di intervento |
|---|---|---|
| Percepibile | l'informazione deve poter essere percepita | testo alternativo alle immagini, contrasto colore adeguato, sottotitoli ai video |
| Utilizzabile | l'interfaccia deve poter essere usata | navigazione da tastiera, focus visibile, nessun contenuto lampeggiante |
| Comprensibile | contenuti e comandi devono essere chiari | linguaggio semplice, etichette nei form, messaggi di errore utili |
| Robusto | compatibilità con le tecnologie assistive | codice HTML corretto, uso appropriato di ARIA, componenti standard |
Sono le barriere più frequenti che affrontiamo nei progetti. L'audit stabilisce quali riguardano il tuo sito e con quale priorità.
Testo e sfondo devono avere un contrasto sufficiente per essere leggibili anche da chi ha ipovisione.
Ogni immagine informativa deve avere una descrizione testuale per gli screen reader.
Tutto il sito deve essere utilizzabile senza mouse, in un ordine logico.
Titoli, liste e landmark corretti per orientarsi con le tecnologie assistive.
Ogni campo deve avere un'etichetta associata e istruzioni chiare.
Video e audio devono avere sottotitoli o trascrizioni per chi non sente.
L'elemento attivo deve essere sempre evidenziato durante la navigazione.
Linguaggio chiaro, messaggi di errore utili, comportamenti prevedibili.
Menu, modali e widget devono funzionare con browser e screen reader.
Anche i documenti scaricabili devono essere strutturati e leggibili.
Oltre alle sanzioni, un servizio non accessibile perde clienti ed è esposto a segnalazioni e danni reputazionali.
del fatturato, con importi che le fonti divulgative indicano fino a 40.000 €.
controlla i siti dei privati soggetti all'EAA; segnalazioni tramite la piattaforma dedicata.
fino al 20% degli utenti escluso; peggiore usabilità e SEO per tutti.
Sei passaggi concreti, dall'analisi del perimetro al presidio continuo. Ogni fase produce documenti e interventi verificabili.
Verifichiamo l'obbligo e definiamo cosa va reso accessibile.
Misuriamo il livello attuale con test tecnici e reali.
Correggiamo le barriere, dalla più critica.
Rendiamo trasparente la conformità.
Chi crea contenuti impara a mantenerli accessibili.
L'accessibilità resta nel tempo.
5 domande, 2 minuti: scopri se sei obbligato, l'ambito e cosa devi fare, con le priorità in codice a semaforo.
Nessun dato viene inviato: il calcolo avviene sul tuo dispositivo.
Il percorso che seguiamo con i clienti, dall'audit iniziale al presidio continuo.
Verifica dell'obbligo e prima scansione. Il check iniziale è gratuito.
Test automatici e manuali WCAG 2.2 AA, con tecnologie assistive.
Elenco delle barriere per gravità, con priorità di intervento.
Correzione di codice, contenuti e design, dal più critico.
Pubblicazione dell'informativa di conformità e attivazione del canale segnalazioni.
Redattori e sviluppatori imparano a mantenere l'accessibilità.
Controlli periodici e aggiornamento alla nuova EN 301 549.
Tre livelli, dall'audit iniziale al presidio continuo. Ogni percorso è personalizzato sul sito e sui servizi.
Gli importi sono definiti in fase di preventivo in base al numero di pagine, flussi e servizi digitali.
Parti da un audit: capiamo dove sei e ti diamo un piano con priorità, costi e tempi reali.
Richiedi l'audit di accessibilità Prova il calcolatoreLasciaci i tuoi dati: ti inviamo l'analisi di accessibilità personalizzata basata sulle tue risposte e ti ricontattiamo per una consulenza senza impegno.